lunedì 20 luglio 2015

IL GRANDE ESODO.

Ho iniziato presto a guardare il telegiornale. A quel tempo ce n'era uno solo. Avevo appena iniziato ad andare a scuola e mio papà diceva che dovevo sapere cosa succedeva nel mondo. Io sbuffavo, ma lo guardavo ugualmente perchè poi c'era Carosello. E poi non mi piaceva quello che succedeva nel mondo. I primi programmi che ho visto alla televisione erano funerali: quello di Papa Giovanni XXIII  e quello del Presidente Kennedy. Poi ricordo una donna vecchia e molto brutta , Golda Meir.
Ma ogni anno di questi tempi iniziava IL GRANDE ESODO. Il telegiornale inquadrava lunghi serpenti di 500, 600, 750, 1100 e qualche Giulietta  che uscivano dalle grandi città per la meritata vacanza estiva. Oggi il telegiornale è cambiato: inquadra i negozi aperti ad agosto, i lunghi serpenti di persone in fila per i saldi e a volte intervistano coloro che approfittano per riscoprire pittoreschi angoli nascosti del loro paese. Sperando in un settembre clemente che faccia loro il regalo di ritrovare intatto il posto di lavoro. Oggi al posto degli esodi abbiamo gli esodati, al posto degli esodi abbiamo migliaia di migranti che arrivano alla ricerca di un sogno e migliaia di giovani che emigrano alla ricerca di un lavoro che la loro terra non riesce più a dar loro: avevo ragione io, papà: non mi piace quello che succede nel mondo.  

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